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The Adventurers Die Abenteurer: Der Tempel des Chac
Numero di giocatori: 2 - 6. Tempo medio di gioco: 45m. Produttori: Alderac Entertainment Group, Axel, Dust Games, Pegasus Spiele. Lingue: Inglese, Tedesco. Link Correlati: Pegasus Spiele
Voto Recensore:          (6) Voto Medio:          (6)
Categoria di Gioco: Non specificato. Meccanismo di Gioco: Non specificato. Grado di Interazione: Non Specificato. Grado di Divertimento: Non Specificato.
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Avventure archeologiche di stile cinematografico, grafica e materiali di alto livello, sistema di gioco semplice, durata ridotta sono solo alcuni degli elementi che contraddistinguono un gioco non troppo pubblicizzato nel nostro Paese, ma che sta per raggiungere gli scaffali dei negozi italiani in una versione nazionale.
Parliamo di The Adventurers, il gioco di Guillaume Blossier e Frédéric Henry, che si avvale del contributo di una serie di grandi grafici francesi per dare un impatto spettacolare a un prodotto che - sebbene non accolto dalla critica come un capolavoro - sembra abbia incontrato interessanti favori del pubblico.
The Adventurers, almeno dalle indiscrezioni che rimbalzano in questi giorni negli ambienti ludici internazionali, dovrebbe essere a breve seguito da un secondo capitolo, con un nuovo tempio da scoprire, nuovi tesori da raccogliere, nuovi personaggi coinvolti e - speriamo - nuove regole.
Avventurieri e tombaroli
Ma di cosa tratta questo gioco che, di primo acchito sembra una parodia di Indiana Jones e film vari sulle avventure archeologiche?
Esattamente di questo: un gruppo di avventurieri s’infilano in un tempio mesoamericano e arraffano quanti più tesori possibile cercando di evitare di venire stritolati dai muri del salone d’ingresso, evitando di precipitare in un fiume di lava nascosto sotto il pavimento del salone centrale, cercando tesori lungo i corridoi o lungo il fiume sotterraneo impetuoso che scorre sotto il tempio e poi, naturalmente, evitando di venire schiacciati dall’incessante rotolamento di un masso che parte nella sua corsa irrefrenabile nel momento della partenza del gioco.
Naturalmente i personaggi devono uscire dal tempio prima che il masso sigilli irrimediabilmente l’uscita.
In caso contrario chi rimane intrappolato perde, così come chi - durante lo svolgimento della ricerca - venga ucciso da un evento imprevisto.
Con lui si perdono anche i tesori raccolti.
Spettacolo estetico sotterraneo
Sulla grafica nulla da eccepire: lo staff Quentel, Guiton e Coimbra ci riportano in un mondo coloratissimo e flessuoso, che per alcuni aspetti ricorda la grafica superlativa di Smallworld.
L’horror vacui delle scelte grafiche della scatola, fitte di personaggi (sono poi quelli presenti nel gioco) si stempera in una raffinata ricerca di equilibrio nel libretto delle regole, sempre splendidamente illustrato e ben scritto nel complesso, con fotografie illustrative che non danno adito a dubbi.
Anche il packaging è pensato ad hoc, con una struttura a vuoto congegnata perfettamente per contenere i pezzi del gioco.
Interessante è la scelta della dimensione della scatola, il classico quadrato, ma di dimensioni leggermente superiori al classico 30X30, che in ogni caso non stona sullo scaffale.
Si diceva dei materiali: Alderac Entertainment Group offre da sempre ai suoi clienti prodotti di altissimo livello e con The Adventurers non fa eccezione.
Il masso rotolante in plastica dura, che rappresenta in un certo senso il fenomeno intorno a cui orbita il gioco, le miniature dei 12 personaggi (è possibile acquistare miniature dipinte che rendono l’impatto estetico del gioco ancor più piacevole), i muri mobili intarsiati anch’essi in plastica robusta, la dotazione di segnalini di cartone, le carte, il ponte traballante da mettere sul fiume sotterraneo sono uno spettacolo, tale da rievocare antichi giochi tridimensionali di castelli incantati e case del terrore di lontane produzioni degli anni ’70, ma con una cura certamente da nuovo millennio.
Gioco facile, anche troppo
Il meccanismo di gioco è semplice e si svolge sempre nello stesso modo.
Ognuno dei giocatori dispone di due personaggi, uno solo dei quali parte sempre dall’ingresso (l’altro entra in gioco a seguito del successivo crollo del soffitto della volta del salone centrale).
Il personaggio può fare una serie di azioni ogni turno, il cui calcolo viene computato ottenendo - con il lancio dei 5 dadi in dotazione - un risultato che sia almeno pari al valore di peso trasportato dal personaggio stesso.
Le azioni sono: muoversi, cercare e raccogliere tesori, osservare indizi che salvano la vita nell’attraversamento del salone centrale (sotto lo stesso ribolle lava incandescente) e cercare di aprire alcove lungo i corridoi.
L’attraversamento del fiume e l’uscita dallo stesso sono vincolati a tiri di fortuna, che permettono di evitare una fine impietosa ai malcapitati.
Ogni turno si determina poi il rotolamento del masso verso l’uscita e - con un sistema di carte - la progressiva chiusura delle pareti del salone d’ingresso che stritolano i malcapitati che non riescono a raggiungere in tempo il corridoio.
A coppie i personaggi dispongono di particolari abilità da utilizzare una sola volta a partita, rendendo le possibilità un po’ più varie: il salto ad esempio, che permette di muoversi diagonalmente, il nuoto che evita il tiro di dado all’uscita del fiume e così via.
Il turno di gioco si svolge rapidamente.
Le caselle non hanno limiti di ammassamento di personaggi, quindi tutto fluisce senza intoppi. Il gioco si conclude in una mezz’ora, qualcosa in più se non si conoscono perfettamente le regole, regole che che - come si è detto - sono di una complessità assolutamente minima.
Adatto a bambini, ma nulla di più
The Adventurers ripropone una struttura che in certo qual modo potremmo accomunarla alla sequela di giochi che hanno preso il via dopo l’uscita - ormai tanti anni fa - dell’intramontabile Dungeon Quest.
L’ambientazione, invece, è molto diversa, ma non certo originalissima. Di Indiana Jones (o presunti tali) ce ne sono a bizzeffe nelle recenti produzioni di giochi da tavolo.
Il meccanismo è abbastanza banale e tutto si riduce a una corsa contro il tempo.
Naturalmente vince chi, nel complesso, una volta uscito, ha raccolto il maggior numero di punti che fanno capo ai tesori raccolti.
The Adventurers è un classico prodotto Ameritrash, con tanto colore, materiali superlativi, tanti dadi, fortuna e tridimensionalità spettacolare ma che, come molti prodotti del genere (pensiamo a Tannhäuser visto l’impatto grafico, anche se totalmente diverso per meccanismi e ambientazione), non riesce a convincere fino in fondo.
Non si tratta come in altri casi simili di un sistema non riuscito, il limite più grande sembra essere il sistema a cui sembra manchi qualcosa.
Il gioco, nel suo piccolo, dimostra di essere fluido, divertente e - soprattutto se giocato in tanti con presenza di bambini - abbastanza coinvolgente, ma la ripetitività e il voluto effetto fortuna limitano fortemente le poche profondità tattiche presenti.
Manca un’interazione più spinta fra i giocatori, una maggiore competitività che non si limiti alla semplice corsa sfrenata verso l’uscita, caratteristiche queste che rendono The Adventurers un prodotto leggermente scialbo dal punto di vista ludico.
Se solo fossero state implementate regole aggiuntive quali il furto dei reperti agli avversari, le spinte verso baratri di lava o cascate sotterranee, i limiti di ammassamento negli spazi, un po’ di collaborazione fra giocatori o personaggi, il gioco ne avrebbe senz’altro beneficiato, visto che il supporto grafico è di altissimo livello.
Preso così The Adventurers vale giusto la mezz’ora di divertimento che garantisce, ma non molto di più (tanto meno una spesa economica non del tutto trascurabile). |
Recensore: Riccardo_Busetto Aggiunto: June 8th 2010 Hits: 6188
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